Unione Sarda: La campionessa di kung fu stende burocrazia e pregiudizi

17/11/2014
Unione Sarda (Provincia di Cagliari)
La campionessa di kung fu stende burocrazia e pregiudizi

L’italo-marocchina Maria Fajri ha vinto un titolo mondiale in Cina

foto Italo Orru'


«È stato più difficile diventare italiana che vincere la medaglia d’oro ai mondiali di kung fu», Maria Fajri è nata a Muravera nel 1996 e vive ad Assemini da quando ha due anni, ma siccome i genitori sono marocchini dalla legge non era considerata italiana e non poteva indossare la divisa della nazionale. Da quando ha nove anni pratica ad altissimi livelli diverse arti marziali, ma non ha mai potuto gareggiare formalmente per l’Italia. «Ci abbiamo provato con tutti i certificati possibili, sono andata anche a Muravera per l’atto di nascita ma non c’è stato niente da fare – racconta – da quando avevo sedici anni mi allenavo per i massimi livelli mondiali, ma non potevo partecipare alle gare». Una vita di sacrifici e allenamenti, senza mai togliere spazio allo studio: «Spesso faccio stretching anche con i libri e quando sono in palestra appena ho un momento libero mi metto a studiare». In Marocco ci va solo in vacanza, è sempre stata ad Assemini e cinque mesi fa la sua vita è cambiata all’improvviso: il tempo ha abbattuto i paletti fissati dalla legislazione italiana. «Lunedì 12 maggio sono diventata maggiorenne e italiana, la mattina stessa sono andata in Comune e ho firmato tutte le carte assieme al sindaco – racconta Maria – il mercoledì ho ritirato la mia carta d’identità e venerdì sono andata a Pescara per i campionati italiani». Nel giro di pochi mesi ha recuperato il tempo perso, vincendo la competizione nazionale si è guadagnata il lasciapassare per quelle internazionali: d’estate ha vinto gli Europei e a fine ottobre è volata in Cina con la maglia azzurra per i Mondiali. Maria può essere considerata la Balotelli della nazionale di kung fu, «In effetti ai Mondiali avevo anche i capelli tinti di biondo», ma il paragone calcistico più adatto è forse quello con Gigi Riva: «Ai Mondiali abbiamo portato la nazionale sarda: su 23 atleti convocati noi eravamo in 10». A Chizhou, in Cina, ha messo in riga tutte le avversarie nella disciplina Wushu, dove ha fatto volteggiare meglio di tutte una gigantesca sciabola: un trionfo, con i vertici della federazione internazionale ai suoi piedi. Poi è tornata ad Assemini ed è stata accolta trionfalmente anche a scuola. «Non ho mai avuto problemi di integrazione, giusto qualche presa in giro da bambina, ma è durato poco perché la mia fama mi precede – racconta – qualche altro bambino mi aveva visto in palestra mentre mi allenavo con le spade e aveva avvisato gli altri di non scocciarmi più».Marcello Zasso.

Leave a Reply